Il presidente di Certottica e quello del Veneto concordi sulla necessità di cambiamenti radicali. Dalle aggregazioni alla formazione scolastica.

«Il Nordest deve cambiare pelle. La stagione del piccolo è bello, che ha reso questo territorio uno dei motori industriali d’Europa, non è più sufficiente per affrontare un contesto segnato da crisi sempre più frequenti, tensioni geopolitiche, transizione tecnologica e carenza di manodopera». Ne è convinto Luca Businaro, di cui i giornali del gruppo NEM riportano le affermazioni. Il presidente di Certottica è anche amministratore delegato di Novation Tech, gruppo di Montebelluna specializzato nella lavorazione della fibra di carbonio e dei materiali compositi. Il gruppo punta a un fatturato compreso tra 125 e 128 milioni nel 2026, dopo i 117,6 milioni del 2025, guardando già al traguardo dei 150-180 milioni entro il 2030.

Di cambiamenti, sempre sui quotidiani NEM parla anche il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani.

«Serve un cambio di mentalità. E serve incrociare i dati dei centri per l’impiego e delle associazioni di categoria per aiutare i giovani nelle scelte di formazione». Le parole sono del presidente della giunta regionale Alberto Stefani, che di demografia, migrazione, formazione e lavoro parla (e ha parlato) a più platee. E non solo, va detto, da governatore di una regione che sembra destinata a soffrire più di altre il deficit demografico in rapporto al mondo del lavoro e, del sociale, del welfare. «Serve un cambio di mentalità» ripete il trentatreenne, «che deve partire anche da noi giovani e dalle istituzioni».