La sera dell’8 luglio 2026, al Palazzo Crepadona di Belluno, si è tenuto il  secondo incontro del progetto Future4Mountains. Presenti ospiti di rilievo, come Andrea Ferrazzi di Confindustria Belluno Dolomiti, Giulio Buciuni, professore del Trinity College di Dublino e conferenziere della giornata, e Gianpiero Dalla Zuanna, professore di demografia.

Il professor Buciuni, dopo aver intrattenuto la platea con una presentazione sulla natura della realtà industriale del Bellunese, ha ceduto la parola a dalla Zuanna per un approfondimento sulle problematiche demografiche e come esse si rispecchino sulla società e sul mondo del lavoro.

Ma ciò che ha reso davvero fondamentale questo evento non sono le parole dei professori, bensì lo spazio che successivamente è stato dedicato al pubblico. Divisi in quattro tavoli di lavoro, i partecipanti hanno potuto presentare, per mezzo di varie attività di brainstorming, la propria opinione su alcune delle tematiche più centrali parlando del futuro della montagna.

In particolare, l’accento si è posto sulla possibilità concreta di abitare nel territorio, sul lavoro e sulla relativa formazione scolastica e culturale. In molti hanno infatti rilevato la stretta correlazione che lega questi aspetti della vita in montagna. La problematica principale che si oppone alla corretta valorizzazione di questi territori è la mancanza di realtà lavorative all’avanguardia, non ci si può certo aspettare di risolverla senza larghi numeri di lavoratori. Si parla, in questo caso, di aziende tecnologiche e non limitate per forza storiche linee manifatturiere, bensì lanciate verso nuove realtà produttive e competitive.

Per permettere dunque l’apporto di vitalità lavorativa in quella che tende troppo spesso ad essere un’economia chiusa, risulta necessario rendere possibile e soprattutto conveniente il risiedere in questo territorio.

Allo stesso modo, per incoraggiare le persone a stabilirsi in un territorio – sarebbe infatti ingenuo supporre di riuscire da soli a combattere il calo demografico dovuto alle scarse nascite in tempi utili – è necessario avviare percorsi di formazione lavorativa che assicurino, una volta completati, una strada diretta al mondo del lavoro.

Molte le proposte, in questo senso, per far fronte ai limiti demografici con cui il territorio montano è costretto a scontrarsi. Ci si può rivolgere, per esempio, al lavoro femminile, ancora poco diffuso in Italia. Una risorsa non ancora propriamente sfruttata che potrebbe andare a sostegno di un’economia che cerchi di far fronte a quella cittadina da anni più avvantaggiata.

Articolo scritto da una studentessa del Liceo Galilei Tiziano di Belluno impegnata in attività programmata di Formazione Scuola Lavoro in convenzione con Confindustria Belluno Dolomiti.