L’incontro promosso da Confindustria Belluno Dolomiti mette al centro partecipazione e politiche per le terre alte.
Partecipazione. È la parola chiave più utilizzata dalle oltre 130 persone che hanno preso parte al secondo appuntamento di Future4Mountains per ripensare la montagna come periferia competitiva. In maggioranza giovani sotto i 40 anni di età, ragazze e ragazzi provenienti da tutta la provincia hanno ragionato insieme ai facilitatori di Will e Chora Media sul futuro della montagna e su come renderla più attrattiva. In sintesi estrema, i giovani chiedono un’integrazione strutturale nel discorso pubblico, di condividere la progettazione delle politiche e di compartecipare alle decisioni.
Nato dal format dedicato alle città di Will e Chora Media con From, Future4Mountains è stato adattato a una riflessione sulla contemporaneità in montagna secondo le indicazioni di Confindustria Belluno Dolomiti. L’associazione degli imprenditori ha promosso l’evento con l’obiettivo di farne un contenitore dove sviluppare le riflessioni sulle politiche per la montagna in Italia.
Come nell’appuntamento di maggio, quando a intervenire fu il geografo Mauro Varotto, la base della discussione è partita da una serie di dati: quelli sull’ecosistema industriale bellunese, forniti da una ricerca condotta da Giulio Buciuni del Trinity College di Dublino con due colleghi dell’Università di Parma; a cui si sono aggiunte le proposte per contrastare lo spopolamento presentate dal demografo dell’Università di Padova, Gianpiero Dalla Zuanna, nel corso del podcast registrato con Paolo Bovio di Will e Stefano Daelli di FROM.
Spopolamento, invecchiamento, fuga dei giovani, carenza di figure qualificate nel terziario avanzato, nei servizi, ma anche ormai nell’artigianato e nei lavori manuali. Sono le preoccupazioni che allarmano amministratori e imprenditori. I dati mettono in luce un paradosso: l’abbondanza di lavoro e di proiezione internazionale dell’ecosistema Bellunese non è sufficiente ad attrarre persone. Il valore aggiunto calcolato dalla ricerca di Buciuni raggiunge i 42 mila euro pro capite, contro i 34 mila di media in Italia; l’export vale 5 miliardi di euro superiore a 25 mila euro pro capite, in Veneto la media è 16 mila 500. Per contro sono appena 14 le startup innovative e 14 le imprese con più di 250 addetti. La bassa intensità tecnologica, porta a un basso valore aggiunto, soprattutto in prospettiva futura, ha notato Buciuni in dialogo con Clara Morelli, autrice economia di Will.
Sul fronte demografico Dalla Zuanna ha indicato alcune azioni possibili per contrastare lo spopolamento partendo dalla constatazione di una «situazione non delle più rosee. Ma questo non vuol dire che non ci siano possibilità interessanti. Naturalmente dipende molto dalla politica e dalle politiche che vengono adottate. L’aspetto saliente è che pur in un contesto di invecchiamento, pur in un contesto di diminuzione di famiglie giovani che stanno nelle terre alte, ci sono aspetti interessanti. Di fronte all’offerta di buoni lavori, e quando si riesce a diminuire il gap legato all’abitare in posti periferici, le famiglie sono ben contente di continuare ad abitare in questi posti».
Tuttavia, ha aggiunto il docente, «dobbiamo dimenticare come si viveva 60 anni fa, in paesini frammentati, dove dominano i campanili». La fusione dei comuni, la nascita di consorzi e di ogni forma di aggregazione sono misure non più rinviabili. E soprattutto dobbiamo coltivare idee. Con i boschi che ci ritroviamo, che hanno il doppio degli alberi rispetto a cinquanta anni fa, è possibile che i bellunesi acquistino il pellet in Austria?».
E poi c’è il tema dell’immigrazione su cui Dalla Zuanna ha studiato a lungo. «Si sente parlare tanto di remigrazione. Dunque, mandiamo via la badante che si occupa di vostra madre? Oppure rimandiamo a casa gli operai edili, che arrivano dall’Est Europa e che lavorano nei cantieri in tutta Italia? Nei quattro anni dell’attuale governo sono arrivati ogni anno 400.000 migranti e sono stati allargati i numeri dei flussi migratori. C’è un enorme bisogno di manodopera. Sono persone che vanno inquadrate e integrate. E il futuro non potrà che essere così».
I tavoli di discussione attivati al termine delle presentazioni hanno raccolto la vivacità e le idee dei partecipanti intorno a quattro temi: lavoro, mobilità, abitare e rafforzamento delle comunità. Pensieri e riflessioni che verrano riorganizzati e rielaborati dagli esperti di Will in un rapporto da restituire nelle prossime settimane a tutte le persone che si sono registrate all’evento.