Entusiasmo e desiderio di rompere schemi consolidati sono stati la cifra dell’evento del 6 maggio a Belluno.
Oltre 150 persone coinvolte direttamente per immaginare il futuro della montagna. Lontano, per una volta, da stereotipi pigri e luoghi comuni stantii. Molti, moltissimi giovani. Ragazze e ragazzi, per lo più studenti universitari e giovani professionisti che hanno raggiunto palazzo Crepadona da tutti gli angoli del Bellunese e si sono sentiti protagonisti di Future4Mountains, l’evento promosso da Confindustria Belluno Dolomiti e realizzato da Will Media e da FROM per avviare una discussione sul presente e il futuro della montagna. Chiamati in prima persona a un esercizio di partecipazione la cui base di partenza sono i dati e i problemi del presente: spopolamento, poco coordinamento o assenza di mobilità pubblica, un’offerta culturale carente, scarsa capacità di fare rete anche nella comunicazione e nello scambio di informazioni, per citarne alcuni. E stimolati dalle riflessioni di Mauro Varotto, geografo dell’Università di Padova con cui è stato registrato un podcast per la serie ‘Città’ di Will Media.

Hanno ascoltato e hanno offerto un contributo nei gruppi di discussione organizzati al termine della presentazione pubblica. Indicando le difficoltà, ma soprattutto proponendo soluzioni o, quanto meno, strumenti per affrontarle e superarle con un entusiasmo e un desiderio di essere ascoltati definito «prezioso» da Paolo Bovio, coordinatore editoriale social Will e Chora e direttore editoriale di Future4Cities. «Facciamo tanti eventi in tutta Italia», sottolinea Bovio. «Non sempre troviamo la voglia di partecipazione, anche la generosità direi, riscontrati a Belluno».
Il tema sul futuro della montagna e delle aree considerate marginali occupa ormai da oltre due decenni il dibattito pubblico. Ma è quasi sempre appannaggio di soggetti istituzionali e fatica a coinvolgere le persone. La differenza, nel caso di Future4Mountains, sta nella modalità, nei canali di comunicazione utilizzati e nel metodo che privilegia il dialogo diretto e disintermediato con le persone.

«Quando ci interroghiamo sul futuro e sulle complessità e proviamo a guardare da questo osservatorio le zone montane come luoghi da proiettare nel futuro non ci sono ricette semplici o bacchette magiche», dice Bovio. «C’è un percorso da fare insieme e dal nostro punto di vista dalla possibilità di coinvolgere attori istituzionali categorie economiche, ma soprattutto le comunità locali, in particolare i giovani che sono spesso i protagonisti ma in questi ragionamenti vengono esclusi».
«Dobbiamo quindi promuovere una discussione e lo facciamo con il nostro stile partendo dai dati e in dialogo con le visione di esperti per poi aprire un confronto diretto».
La discussione è stata articolata in quattro gruppi facilitati dagli esperti di Will e FROM: oltre a Bovio c’erano Giulia Bassetto, Gloria Beltrami e Stefano Daelli. Sono emersi diversi nodi, dalla dipendenza dall’automobile ai collegamenti ferroviari troppo lenti con la pianura, dalle abitazioni che non si trovano – specie nelle località più vocate al turismo, alle richieste di welfare inevase, passando per la necessità di alleanze tra le generazioni alla difficoltà di coordinamento strategico tra i diversi territori. I partecipanti hanno anche evidenziato i punti di forza. «Mi ha colpito una giovane donna, neo residente dal Trentino, che ha definito Belluno la giusta via di mezzo tra la città di montagna e la montagna in città», afferma Bovio, «cioè un rapporto con la natura abbinato alla densità di servizi e opportunità offerte da un contesto urbano». Ma anche le reti di comunità che, «tutto sommato tengono».

L’esercizio ha consentito in conclusione a tutti di esprimere proposte per affrontare i problemi enumerati: introduzione di soluzioni tecnologiche per rendere efficienti i trasporti pubblici, un tavolo di coordinamento per superare la frammentazione territoriale, l’integrazione dei servizi di welfare per anziani e famiglie con bambini piccoli. Ma, soprattutto, la richiesta di moltiplicare gli spazi di partecipazione e discussione come questo.
Future4Mountains tornerà nei prossimi mesi a Belluno con un secondo appuntamento con la rielaborazione dei pensieri e delle considerazioni raccolte mercoledì e punta a diventare una piattaforma permanente di riflessione e discussione sul futuro della montagna.