Il controesodo di George Pompei, dall’Australia alle Dolomiti

Da Bondi Beach a Cortina: «Qui sento di essere a casa». Per 27 anni ha portato un pezzo d’Italia sulla spiaggia più famosa d’Australia. Ora torna in Ampezzo per stabilirsi definitivamente e per aprire una gelateria-caffetteria: «Cortina mi ha dato tanto, voglio sentirmi parte della comunità».

Che cosa hanno in comune Bondi Beach, la spiaggia più famosa dell’Australia, e Cortina d’Ampezzo, la Regina delle Dolomiti? La risposta è George Pompei, che per 27 anni ha portato un po’ di Ampezzo sulla costa australiana e ora ha deciso di invertire la rotta. Dopo quasi tre decenni a Sydney, torna a vivere stabilmente a Cortina, il luogo che, nonostante i tanti posti visitati, non ha mai smesso di considerare casa.

La trattoria, pizzeria e gelateria Pompei’s è l’anima italiana a Bondi Beach, dove George, assieme alla moglie Adisa, offre in menù – tra gli altri – il piatto tipico ampezzano per eccellenza: i casunziei alle rape rosse, preparati rigorosamente a mano, come vuole la tradizione. Non solo: per rievocare l’atmosfera ampezzana, nel locale ha trovato posto una “stua” (stube), il salotto rivestito in legno delle case di montagna, insieme a locandine, riviste e ricordi di Cortina. «Tanta gente viene da noi a chiedere di Cortina, abbiamo mandato tanti clienti da qui, sono diventato quasi un centro di consulenza per le vacanze, con molto successo» racconta.

La storia di questo legame comincia nel 1982. Nato a Melbourne da genitori italiani, Pompei coltiva una grande passione per lo sci, in particolare per il telemark. Su una rivista legge un articolo sulla neonata Scuola sci Azzurra e su Giovanni Dibona, maestro disponibile a sciare con quella tecnica. Decide di venire in Italia per conoscerlo e, nel frattempo, lavorare.

«Ho trovato lavoro al Toulà grazie ad un parente che era cliente di una guida alpina locale. La sera lavoravo come lavapiatti e di giorno sciavo, per me era perfetto. Da lì sono andato poi a lavorare a Porto Rotondo in Sardegna imparando molte cose e poi sono tornato in Australia. Sono rimasto a Melbourne fino a 1986, dove ho fondato una ditta di gelati che ho chiamato “5 Torri Ice Cream”: rifornivo ristoranti di lusso. Nel 1986 ho partecipato ad una spedizione in Groenlandia, così ho smesso l’attività dei gelati e sono ritornato a Cortina. Qui ho fatto vari lavori: portiere di notte all’hotel Franceschi e all’hotel Impero, pizzaiolo al camping Olimpia – il periodo forse più divertente per me – ; successivamente ho lavorato a Casa Tua, il kinderheim da cui poi nacque il centro Montessori. Nel 1997 sono tornato in Australia».

Nel 1997 riparte per l’Australia. A Byron Bay apre una piccola gelateria-pizzeria, poi arriva il progetto di Bondi Beach, destinato a diventare la sua attività principale per quasi tre decenni.

Il cuore di George, nonostante i quasi trent’anni trascorsi in Australia, è però rimasto a Cortina, dove recentemente ha comprato casa. «Ora sto tornando per stabilirmi. Era sempre mio desiderio ritornare per abitarci stabilmente. Mi sono sposato e anche mia moglie l’ho incontrata a Cortina, lavorava al Lovat. Mia figlia ora ha 18 anni e studia a Roma, e così tutto si concretizza per me». 

«Ho vissuto in tanti posti belli, ma Cortina è l’unico posto che ha un senso di appartenenza forte e profondo, che sento. Sto bene qui, quando non sono a Cortina penso solo a tornarci».

Per Pompei non si tratta tuttavia di un ritorno al passato, o di una pensione anticipata. Pompei vuole aprire una nuova attività nel centro del paese: una gelateria-caffetteria con piccoli snack e prodotti locali, ma anche uno spazio per incontrarsi, parlare di Cortina e organizzare serate su temi diversi. «Quasi tutti i miei amici qui stanno andando in pensione. Io invece torno per una nuova fase, con una nuova attività. Tutto questo mi stimola tantissimo. Cortina mi ha dato tanto. Sento che voglio fare ancora più parte della comunità, contribuire nel mio piccolo». 

«Vorrei fare qualcosa che richiude tutto quello che ho imparato nella mia vita. Qui ho capito come si comincia, al Toulà, e proprio a Cortina ho fatto la mia esperienza di gelataio. Mi piacerebbe che il locale diventasse un punto di ritrovo. Trent’anni fa ho portato in Australia qualcosa di Cortina; adesso vorrei portare qui qualcosa di Bondi Beach».

«Mi rendo conto che sto andando in controtendenza – continua -. Quando ero a Cortina trent’anni fa c’erano tutte le famiglie che avevano negozi, ora è cambiata tantissimo. Ora apro una piccola attività locale: ciò dimostra che Cortina non è solo un posto per grandi firme e grandi alberghi; se si può scegliere di venire a vivere qui il lavoro c’è. I prezzi delle case sono molto alti, ma in confronto ad altri posti non così tanto. Ad esempio se devo fare un paragone con Sidney siamo pari. Una persona che viene dall’estero se la può permettere. Quest’estate ho visto tanta gente sportiva, tanti stranieri, secondo me è un bene. Cortina ha ora tanti alberghi di lusso, ma è importante che sia per tutte le fasce, con certi limiti. Ciò che manca sono le case per la gente del posto. Bisogna risolvere il problema della casa, così tanti altri problemi poi si risolvono da soli.  È importante che gli ampezzani rimangano qui, altrimenti la località perde l’identità e non trovi più il senso di appartenenza». 

Pompei partirà a breve per Sydney, ma a dicembre tornerà in Ampezzo per dare forma al nuovo progetto. E questa volta il viaggio avrà un significato diverso.

«Per la prima volta vado a Sydney non per tornare a casa, ma per poi tornare a casa a Cortina. Finalmente ho fatto questo salto».