Anche per le migliori aziende attrarre talenti è diventata una sfida. Più del 50% delle imprese del MIB40 fatica a convertire una buona reputazione generale in assunzioni di valore. Una ricerca di Group Caliber può fornire le prime risposte. Si legge su’ Il Sole 24 Ore:

Il nodo dell’attrattività come datori di lavoro continua a rappresentare una criticità anche per le imprese del Mib40. Secondo una ricerca realizzata da Group Caliber, azienda danese che monitora la reputazione aziendale, il valore dei brand e le percezioni del pubblico, su un panel di oltre 5mila intervistati tra i 18 e i 45 anni in Germania, Italia e Stati Uniti, il mercato italiano ha una dinamica peculiare. 

Prendendo le 40 aziende del MIB40 analizzate, 22 hanno una reputazione generale migliore di quanto non siano percepite come datori di lavoro. Molte imprese godono di un buon nome presso il pubblico, ma non riescono a tradurlo in attrattività per i talenti. La sfida diventa quindi tradurre una solida reputazione generale in una reale calamita per i talenti, superando la barriera che separa la percezione esterna del marchio dall’identità aziendale interna. 

Il report, che fa un focus sui talenti Stem, demolisce l’idea che stipendio e benefit siano i soli driver di scelta per chi appartiene alla fascia 18-45 anni: la retribuzione si colloca infatti al 20° posto tra i fattori che rendono un’azienda attrattiva, seguita dalla possibilità di carriera al 21°. Anche tra gli studenti Stem la retribuzione non va oltre l’8° posto, restando comunque esclusa dalla Top 5 dei fattori decisivi di scelta. 

Per la GenZ un’azienda è percepita come interessante e distintiva, se mantiene le promesse che fa e se incarna un purpose credibile. Tra i giovani l’elemento che emerge con più forza è la sostenibilità ambientale. L’attributo “ambiente”, che misura l’impatto positivo percepito di un’azienda sul pianeta, si posiziona al primo posto sia tra gli studenti Stem che tra quelli umanistici. 

Un altro dato che emerge è la modalità con cui i ragazzi cercano informazioni sulle aziende. I social media e le piattaforme di networking guidano la classifica (31%), seguiti dai portali di lavoro online (30%) e dai motori di ricerca (29%). I siti web aziendali sono solo al quinto posto (22%), superati persino dal passaparola di amici e familiari (24%). In Italia il quadro si conferma peculiare: se i social media guidano la classifica (32%), seguiti dai portali di lavoro (26%), il dato più significativo riguarda i siti web aziendali, che si attestano al terzo posto con il 25%.