La biblioteca che respira con la città

Oltre 4.200 ingressi in un mese a Palazzo Crepadona. Tra yoga, incontri linguistici e spazi di socialità, la Biblioteca civica di Belluno si afferma sempre più come un centro culturale e sociale aperto alla comunità

Ad aprile sono state 4.255 le persone che hanno varcato la soglia della Biblioteca civica di Belluno ospitata a Palazzo Crepadona. Un numero significativo, che comprende non solo cittadini bellunesi ma anche provenienti da altri comuni della provincia e da fuori territorio, e che racconta una trasformazione in corso: la biblioteca non è più soltanto un luogo di lettura e conservazione, ma un vero e proprio centro culturale e sociale, dove accanto ai libri trovano spazio incontri, formazione, benessere ma anche semplici occasioni di relazione.

«La biblioteca ha due nature», spiega la direttrice Laura Pontin. «Da una parte c’è l’anima della pubblica lettura, dall’altra quella della conservazione. Custodiamo documenti, manoscritti, libri antichi e fotografie che permettono di ricostruire la storia della città e della provincia. Siamo anche deposito legale: la biblioteca è la memoria del territorio bellunese».

Una missione che resta centrale, ma che negli ultimi mesi si è affiancata a una riflessione sul ruolo che una biblioteca può avere oggi all’interno di una comunità. «Da settembre abbiamo lavorato affinché la biblioteca dialogasse maggiormente con la città, anche rispondendo alle richieste emerse dai cittadini. Volevamo che non fosse percepita soltanto come un luogo dove prendere in prestito libri, ma come uno spazio aperto alle persone e alle relazioni».

Una visione che ha trovato ulteriore impulso ad aprile, quando l’amministrazione comunale ha introdotto l’orario continuato. Una scelta pensata per consentire una fruizione più ampia e senza interruzioni, soprattutto da parte degli studenti. «Molti ragazzi arrivano in biblioteca e si fermano per diverse ore. I benefici di questa scelta si vedranno ancora di più durante il prossimo anno scolastico», osserva Pontin.

Accanto ai servizi tradizionali sono nate nuove attività che ampliano il concetto stesso di biblioteca. Tra queste i cicli di incontri dedicati allo yoga, in cui ogni appuntamento prevede non solo esercizi guidati ma anche letture tematiche. «C’è bisogno di fermarsi e riconnettersi con se stessi», spiega la direttrice. «In fondo è ciò che accade anche quando si legge».

La biblioteca è diventata anche un luogo in cui incontrarsi e sperimentare nuove forme di apprendimento. Dopo gli appuntamenti dedicati alla conversazione in inglese sono arrivati quelli in spagnolo, che hanno già registrato una buona partecipazione. Il prossimo incontro si terrà il 19 giugno con Cecilia Perin e sarà dedicato ai racconti di viaggio. Il giorno precedente, il 18 giugno, Canzio Dusi porterà a Palazzo Crepadona la conferenza “Lo stupore tradito”, dedicata a Federico II e che sarà occasione anche per parlare di intelligenza artificiale.

L’obiettivo è rendere la biblioteca sempre più accessibile e accogliente. Non soltanto per chi cerca un libro o una ricerca bibliografica, ma anche per chi desidera leggere il giornale, fare due chiacchiere o semplicemente trascorrere del tempo in uno spazio condiviso. Grazie alla collaborazione con Urban Hub sono state inoltre messe a disposizione una scacchiera e una damiera, a disposizione di chi voglia giocare e che che si affiancano alla nascente collezione di giochi da tavola della Biblioteca.

Che la biblioteca sia percepita come un luogo importante di socialità lo conferma anche la Belluno Youth Map, la ricerca realizzata dal Dipartimento Fisppa dell’Università di Padova insieme all’associazione Cittadini per il recupero della Gabelli e alla Rete degli Studenti Medi. Lo studio ha individuato proprio la biblioteca tra i principali punti di riferimento per i giovani bellunesi. Tra le richieste emerse figuravano l’ampliamento degli orari di apertura e la possibilità di ospitare attività collaterali e occasioni di aggregazione.

Un risultato che conferma una tendenza già visibile nelle sale di Palazzo Crepadona. La mattina sono molti gli anziani che entrano per leggere il giornale e incontrare altre persone. Nel pomeriggio gli spazi si riempiono di studenti. Ai più giovani sono dedicate anche letture ad alta voce, laboratori e attività specifiche pensate per coinvolgere bambini e ragazzi.

«Il messaggio che vorremmo lanciare», conclude Pontin, «è che la biblioteca non è un’isola nella città, ma un polmone in cui la città può trovare il proprio respiro».