L’Osservatorio JFC: il caldo spinge gli italiani verso Alpi e Appennini. Per l’estate 2026 stimati 7,8 milioni di arrivi, 79,2 milioni di presenze e 6,6 miliardi di euro di fatturato. Soggiorni più brevi, ma cresce la spesa per persona.

Più turisti, più fatturato e una domanda sempre più internazionale. La montagna italiana si prepara a chiudere l’estate 2026 con 7 milioni 839 mila arrivi, in aumento del 14,4% rispetto allo scorso anno, e 79 milioni 173 mila presenze, pari a una crescita del 5,8%. Il giro d’affari complessivo è stimato in 6 miliardi 603 milioni di euro, l’8,2% in più rispetto all’estate 2025.

Sono le previsioni dell’Osservatorio Italiano JFC della Montagna Estiva, che fotografa un settore in forte espansione, ma anche un cambiamento nel modo di vivere la vacanza. Gli arrivi aumentano molto più delle presenze perché i soggiorni si accorciano: la permanenza media degli italiani dovrebbe scendere da 10,9 a 9,2 giorni. In termini assoluti, l’incremento atteso è di circa 986 mila arrivi e 4,34 milioni di pernottamenti. 

La crescita è trainata soprattutto dai mercati stranieri. Le presenze internazionali sono previste in aumento del 6,3%, mentre quelle italiane avanzano soltanto dello 0,4%. La quota della clientela estera raggiunge il 39,9%, contro il 28,7% della scorsa estate: un balzo di 11,2 punti percentuali. Germania, Stati Uniti e Paesi Bassi risultano i principali bacini di provenienza.

Il caldo cambia la destinazione della vacanza

A spingere la montagna è innanzitutto la ricerca di temperature più sopportabili. Nella prima settimana di giugno il 14,6% degli italiani intervistati indicava una località alpina o appenninica come meta della vacanza principale. All’inizio di luglio la percentuale era salita al 19,1%, con un incremento di 4,5 punti.

La montagna diventa così una destinazione “anti-caldo”, scelta anche da chi inizialmente aveva programmato una vacanza diversa. L’11,8% degli italiani dichiara di voler salire di quota per “rinfrescarsi e scappare dal caldo torrido”, contro il 7% rilevato nell’estate precedente.

Il bisogno prevalente resta però quello di recuperare energie. Il 15,3% sceglie la montagna per rilassarsi, riposarsi e rigenerarsi; il 12,2% per prendersi una pausa dalla quotidianità; il 9,4% per praticare sport all’aperto e il 7% per camminare nella natura.

Raggruppando le risposte, il 41,7% delle motivazioni è riconducibile al desiderio di “staccare la spina”, mentre il 21,5% riguarda il contatto con la natura, le attività outdoor e la scoperta di nuovi paesaggi. La vacanza in quota viene quindi percepita sempre meno come una sequenza di esperienze da accumulare e sempre più come uno spazio di silenzio, benessere e rallentamento. 

Si spende di più, ma in meno giorni

Il costo per acquistare gli stessi servizi della scorsa estate aumenta mediamente del 6,3%. Parallelamente cresce il budget messo a disposizione dai turisti.

Per la vacanza principale in montagna la spesa prevista è di 1.113,30 euro a persona, il 16,3% in più rispetto ai 956,90 euro dello scorso anno. Per uno short break la media sale a 344,20 euro, con un incremento del 23,6%.

La tendenza è dunque quella di concentrare consumi ed esperienze in un periodo più breve: meno giorni, ma maggiore disponibilità a spendere per ristorazione, benessere, attività e servizi.

Le priorità dei visitatori confermano il cambiamento. In cima alle richieste ci sono i percorsi per trekking e passeggiate, valutati 8,5 su 10, seguiti dalla cordialità e dall’accoglienza degli operatori, dalla pulizia e cura del territorio, dalla presenza di rifugi e ristorazione in quota e dalle ciclovie per mountain bike ed e-bike. Crescono anche la domanda di luoghi silenziosi e quella di servizi di mobilità sostenibile.

Veneto terzo in Italia, guadagna due posizioni

Nel confronto tra le regioni con offerta montana estiva, il Veneto sale al terzo posto nazionale con 2.289 voti, dietro al Trentino, primo con 3.307, e all’Alto Adige, secondo con 2.619. Rispetto all’estate precedente il Veneto guadagna due posizioni. Secondo l’Osservatorio, sulla crescita di Veneto e Lombardia avrebbe inciso anche l’onda lunga dei Giochi invernali di Milano-Cortina. 

Il Veneto si colloca inoltre al secondo posto tra le offerte montane considerate più adatte ai giovani, più trendy e più lussuose. È terzo nella classifica delle regioni ideali per le famiglie con bambini. 

A guidare il risultato regionale è Cortina d’Ampezzo. Con 2.717 voti, la località bellunese passa dal terzo al primo posto e viene indicata come la regina della montagna italiana nell’estate 2026, davanti a Madonna di Campiglio e Courmayeur. Cortina è anche prima tra le destinazioni più trendy e tra quelle percepite come più lussuose e costose; si posiziona terza tra le località più giovanili e divertenti. 

Il quadro veneto non si esaurisce con Cortina. Asiago conquista il terzo posto nazionale tra le mete più adatte alle famiglie, mentre Auronzo di Cadore è terza nella graduatoria delle destinazioni con il miglior rapporto tra prezzo e qualità. Un segnale della capacità delle località bellunesi e venete di presidiare fasce di domanda differenti, dal lusso alle vacanze familiari fino all’offerta più accessibile.

La crescita pone però anche problemi di gestione. Più arrivi e soggiorni più brevi significano una maggiore rotazione degli ospiti e una pressione più intensa su viabilità, parcheggi, sentieri, servizi pubblici e ambiente. «L’aumento degli arrivi e la riduzione della permanenza media peseranno sulla sostenibilità delle destinazioni», avverte il responsabile dell’Osservatorio Massimo Feruzzi.

Lo studio è stato condotto tra maggio e luglio 2026 su un panel di 61 destinazioni italiane. La rilevazione sulla domanda ha coinvolto 1.279 maggiorenni, attraverso interviste online e telefoniche. I dati indicati sono quindi stime e intenzioni di vacanza riferite alla stagione estiva 2026.

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