Quando Bruxelles incontra le Dolomiti

Più di settecento studenti coinvolti in pochi mesi e la conferma fino al 2030: EUROPE DIRECT Montagna Veneta porta l’Europa tra i giovani e nei territori.

Più di settecento studenti coinvolti in quattro mesi, quaranta classi raggiunte e tre aperitivi europei organizzati dall’inizio dell’anno. Sono alcuni dei numeri che raccontano l’attività di Europe Direct Montagna Veneta, il centro di informazione e orientamento sulle attività, sulle politiche e sulle opportunità offerte dall’Unione ospitato dal GAL Prealpi e Dolomiti che la Commissione Europea ha recentemente confermato per il quinquennio 2026-2030.

Un riconoscimento che premia il lavoro svolto dal 2021 a oggi e che consentirà al centro di proseguire la propria missione in un territorio dalle caratteristiche uniche: una montagna diffusa, segnata dalla frammentazione amministrativa e abitativa e dalla distanza dalle grandi città. Avvicinare cittadini e istituzioni a un tema così complesso come l’Europa, rappresenta una sfida significativa.

«Essere stati confermati per il prossimo quinquennio rappresenta un importante riconoscimento», spiega Margherita Cittadino, manager di Europe Direct Montagna Veneta. «Operiamo in un territorio molto particolare, dove il lavoro di prossimità assume un valore fondamentale».

I centri Europe Direct sono coordinati dalla Direzione Generale Comunicazione della Commissione Europea e costituiscono il principale punto di contatto tra i cittadini e le istituzioni comunitarie. In Europa la rete ne conta oltre 400, in Italia sono 46. In Veneto i presidi sono quattro: Padova, Venezia, Verona e Montagna Veneta.

La loro funzione va ben oltre la semplice diffusione di informazioni: da un lato aiutano cittadini, associazioni, imprese e amministrazioni a orientarsi tra politiche, programmi e opportunità europee; dall’altro raccolgono istanze, dubbi e preoccupazioni provenienti dal territorio, trasferendole alle istituzioni competenti.

«Siamo un punto di contatto fisico e accessibile tra i cittadini e l’Europa», racconta Cittadino. «Non ci limitiamo a fornire informazioni: creiamo occasioni di dialogo e ascolto, raccogliendo esigenze e percezioni che arrivano dai territori montani».

Tra le attività che negli ultimi mesi hanno assunto maggiore rilevanza i percorsi di educazione civica europea nelle scuole. Tra gennaio e aprile il centro ha coinvolto oltre 700 studenti appartenenti a 40 classi, prevalentemente degli istituti superiori, con l’obiettivo di rendere più comprensibile il funzionamento dell’Unione Europea e il suo impatto sulla vita quotidiana.

«Le tematiche e le opportunità di matrice europea risultano spesso poco familiari ai ragazzi, che dimostrano una forte capacità critica», osserva Cittadino. «Il nostro obiettivo non è sostituirci all’educazione civica tradizionale. ma affiancarla, mettendo in luce il valore aggiunto dell’appartenenza comunitaria. Crediamo sia importante fornire ai giovani gli strumenti per orientarsi tra le politiche europee e sviluppare un punto di vista personale, costruttivo e consapevole».

Il tema assume un’importanza particolare in un contesto in cui le questioni europee, dalla geopolitica all’ambiente, dall’energia alla mobilità, incidono sempre più sulla vita delle persone. «L’Europa riguarda tutti, ma i contenuti ed il linguaggio che la caratterizzano non sono sempre di immediata comprensione», spiega. «Per questo lavoriamo per renderlo più accessibile e vicino ai cittadini, affinché le persone possano capire come le decisioni europee si riflettono sulle realtà locali, sul loro vivere quotidiano».

Accanto alle attività scolastiche, Europe Direct Montagna Veneta promuove incontri pubblici, info day, seminari di alto profilo, iniziative dedicate alle opportunità europee per i giovani, momenti di approfondimento sulla geopolitica e i cosiddetti “aperitivi europei”, occasioni informali di confronto che stanno registrando una crescente partecipazione, avvalendosi del contributo di un partenariato di oltre 20 soggetti del territorio, che partecipano attivamente alla realizzazione delle finalità del Centro.  

Particolare attenzione viene riservata anche agli universitari, alle opportunità di tirocinio e mobilità internazionale e alle associazioni culturali che cercano supporto per orientarsi tra bandi e programmi europei. Una richiesta che, come evidenzia il centro, è aumentata sensibilmente negli ultimi anni.

Guardando al futuro, il nuovo mandato fino al 2030 sarà guidato da alcune priorità precise. La prima riguarda la capacità di raggiungere in modo sempre più capillare le comunità montane, superando ostacoli legati alla dispersione territoriale e al digital divide. La seconda punta a rafforzare gli strumenti di ascolto, per comprendere meglio come l’Europa venga percepita nelle aree montane e quali siano le esigenze specifiche di questi territori. La terza riguarda il consolidamento delle attività dedicate ai giovani, destinati a rimanere al centro della programmazione.

A supporto di questi obiettivi il centro continuerà a sviluppare un ecosistema di comunicazione che comprende eventi, social network, newsletter, sito web e una rubrica televisiva dedicata ai temi europei.