La Regione Veneto cerca soluzioni innovative per risolvere l’equazione che in inverno e in estate mette in difficoltà il sistema turistico regionale: da un lato far coesistere grandi quantità lavoratori stagionali in prossimità del luogo di lavoro senza ridurre la capacità di accoglienza complessiva della destinazione; dall’altro garantire continuità di occupazione anche una volta passati i picchi di stagione.
Irene Aliprandi sul Corriere delle Alpi da conto del piano Turistico Annuale 2026 in cui il Cadore viene indicato come strategico per la sperimentazione di nuovi modelli.
L’obiettivo è individuare soluzioni innovative per affrontare uno dei principali problemi del settore: la difficoltà nel reperire personale qualificato e garantire continuità occupazionale oltre i periodi di maggiore afflusso turistico. La sperimentazione prevede il coinvolgimento di imprese, organizzazioni sindacali, Veneto Lavoro e Inps per sviluppare forme di contrattazione capaci di rendere il lavoro stagionale più stabile e attrattivo, accompagnandolo con percorsi di formazione e riqualificazione professionale.
Il nuovo Piano regionale dedica inoltre grande attenzione ai temi della mobilità e dell’alloggio dei lavoratori del turismo. La Regione intende favorire l’accesso ai programmi nazionali destinati alla realizzazione di alloggi per il personale stagionale e promuovere accordi per migliorare i collegamenti verso le località turistiche, anche attraverso servizi navetta e soluzioni di mobilità condivisa.
Il Piano pone particolare attenzione alla necessità di contrastare gli effetti della stagionalità, tema che interessa molte località turistiche bellunesi. Tra gli obiettivi indicati figurano il miglioramento delle condizioni di lavoro nel settore, il rafforzamento della formazione professionale e la ricerca di strumenti che consentano di rendere più stabile l’occupazione nelle destinazioni a forte vocazione turistica.