Riciclare, riutilizzare e riparare può rendere l’economia europea meno vulnerabile. È la tesi di un parere del Comitato economico e sociale europeo (Cese), approvato nella plenaria di ottobre e raccontato da Iolanda Cuomo su Eunews il 28 ottobre nell’articolo «Cese: ‘Il riciclaggio rende l’economia Ue meno vulnerabile’».

Secondo il parere, un modello fondato sull’economia circolare può, in base alla traduzione di Eunews, «ridurre la dipendenza dell’Ue dai fornitori esterni». Il testo richiama uno studio di Circle Economy e Deloitte, secondo il quale le perdite di valore evitabili legate all’uso lineare dei materiali ammontano a «25.400 miliardi di euro all’anno a livello mondiale», circa un terzo del Pil globale. Nell’Unione il settore occupa già «circa 4,3 milioni di persone».

Dal lato delle competenze, il Cese chiede a Commissione e Stati membri di ridurre gli ostacoli burocratici alla formazione, con programmi modulari e pronti all’uso, e di integrare i principi dell’economia circolare a tutti i livelli di istruzione. Tra le proposte figurano sistemi nazionali di voucher per la formazione continua e l’inserimento delle competenze circolari nei fondi europei, in particolare nel Fondo sociale europeo Plus e nel Fondo per la competitività.

La relatrice, Mihaela Adelina Dabu, sostiene, riporta Eunews, che «le competenze nell’economia circolare possono diventare una leva per la competitività» se la formazione è accessibile.

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