La casa è una leva o un ostacolo per l’attrazione di lavoratori qualificati delle imprese del Nord Est? Se lo chiede la Fondazione Nord Est che ha in corso un’indagine qualitativa i cui primi risultati sono attesi entro fine anno. Nel frattempo, Slavica Zec, ricercatrice senior della Fondazione ha raccolto un po’ di dati sulla pressione abitativa in diverse zone d’Europa ed è giunta alla prima conclusione che

Una casa più accessibile può fare la differenza nella scelta di dove vivere e lavorare. Le stime del Joint Research Centre (JRC, 2026) della Commissione europea suggeriscono che diverse province del Nord Est presentino condizioni di accessibilità abitativa relativamente più favorevoli rispetto ad alcune delle aree europee più costose: prezzi delle abitazioni pari a circa 4–7 volte il reddito annuo di riferimento, contro oltre 12 in diverse aree dell’Irlanda, dei Paesi Bassi e in alcune capitali europee. Un vantaggio relativo che convive con difficoltà concrete: affitti in aumento, ostacoli all’autonomia dei giovani e difficoltà a trovare un alloggio accessibile per chi si trasferisce per lavoro.

Nel 2024 il rapporto stimato è inferiore a 5 nelle province di Udine, Pordenone e Belluno e compreso tra 6 e 7 a Padova, Vicenza, Verona e Treviso. Sale a 8,7 a Venezia, supera 9 a Bolzano e sfiora 11 a Trento. Il Nord Est non è immune dall’emergenza abitativa, ma in diverse sue province parte da condizioni relativamente meno sfavorevoli rispetto ad alcune delle aree europee più costose. Preservare questo margine, prima che venga eroso, può diventare una leva di attrattività?

La ricercatrice, comunque sottolinea il paradosso di città molto costose, come Milano che però continuano ad attrarre giovani qualificati. Il saldo migratorio positivo del capoluogo lombardo è di 33,4 laureati per mille abitanti nel 2023.

Il confronto non spiega le ragioni delle singole scelte, ma mostra che un territorio può attrarre giovani qualificati anche quando abitare costa molto, mentre una casa relativamente più accessibile non garantisce la stessa capacità di attrazione. Per il Nord Est, una pressione abitativa relativamente più contenuta può rappresentare un punto di forza nell’attrazione di talenti, a condizione che si accompagni a retribuzioni adeguate, lavoro qualificato e servizi. Essere future ready significa costruire queste condizioni, offrendo ai giovani non soltanto una casa più accessibile, ma anche buone ragioni per scegliere di costruire qui il proprio futuro.

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