Cresce in Europa la percentuale di persone con un titolo di studio terziario, ovvero una laurea. Lo rileva Eurostat, il sistema statistico dell’Unione. Nel 2005 la quota di persone con una laurea tra i 25 e i 34 anni si attestava poco sopra il 27 per cento. Venti anni più tardi la media europea è del 44,8 per cento, segnando un incremento costante che ha permesso di raggiungere in largo anticipo l’obiettivo del 45 per cento fissato al 2030 dal quadro strategico sull’istruzione.
L’Italia rimane tuttavia in coda alla classifica, peggio fa solo la Romania, con appena il 31,1 percento della popolazione con un’istruzione terziaria. Anche la crescita percentuale, pur sostenuta in questi venti anni, è inferiore alla media europea. In Italia l’aumento dei laureati è stato appena superiore al 14 per cento, mentre nell’Unione ha superato il 17 per cento.
Come si vede nel grafico sotto, tutti i paesi europei hanno rafforzato l’istruzione universitaria. A registrare i progressi maggiori sono stati Malta, con un aumento di 29,9 punti percentuali, il Lussemburgo (+28,0 punti) e l’Irlanda (+25,9). Gli incrementi più contenuti si registrano invece in Finlandia (+0,7 punti), che però già nel 2005 partiva da livelli elevati e nel 2025 raggiunge il 37,5 per cento, in Romania (+9,5 punti), che arriva al 23,0 per cento, e in Estonia (+11,2 punti), che raggiunge il 44,3 per cento.

Sulla carenza di laureati in Italia era intervenuto un anno fa il presidente della Fondazione Nordest Alberto Baban (qui).