Senza energia, cavi e raffreddamento il cloud resta un’astrazione. È qui che, secondo Fondazione Nord Est, le imprese venete trovano un ruolo.

La corsa alle nuove tecnologie e il ruolo del Veneto, ma si potrebbe tranquillamente allargare il ragionamento all’Europa. Se Stati Uniti e Cina investono miliardi nell’Intelligenza artificiale, qualunque cosa questa definizione generica voglia dire, il Vecchio Continente con le sue procedure di regolazione sta accumulando un ritardo difficilmente colmabile, almeno nel breve periodo. Lo scrivono Alberto Baban e Giulio Buciuni, nel commento settimanale ‘Oltre i Confini’ sul canale LinkedIn di Fondazione Nord Est. In questo scenario il ruolo dell’Italia e quello del Veneto nel dettaglio non è detto siano tuttavia di secondo piano. Può accadere, e sta accadendo, spiegano il presidente e coordinatore del comitato scientifico, che territori fortemente industrializzati, riescano a ritagliarsi un ruolo nella crescita tecnologica globale.

«La frontiera tecnologica, è bene ricordarlo, non vive nel vuoto», scrivono Baban e Buciuni. «Per funzionare deve incontrare un altro tipo di tecnologia, meno dirompente ma altrettanto complessa e sofisticata, fatta di impianti, energia, elettronica e capacità ingegneristiche. È precisamente in questo spazio che l’Italia e il Veneto possono giocare un ruolo importante nella corsa all’AI. La padovana HiRef, passata da 116,3 nel 2024 a oltre 132 milioni di euro di ricavi nel 2025, investirà più di 20 milioni di dollari in un nuovo stabilimento messicano dedicato soprattutto ai sistemi di raffreddamento per data center, cloud e applicazioni AI. DBA Group, con sede a Villorba, ha già progettato o seguito oltre 50 data center, per più di 300 mila metri quadrati e 150 MW di potenza IT. Sono esempi concreti di come non sia necessario produrre il prossimo modello linguistico per entrare nella nuova economia dell’intelligenza artificiale».

Del resto, come ha prontamente rilevato uno dei maggiori esperti di telecomunicazioni a Bruxelles, Antonio Amendola, amiamo utilizzare termini esotici per descrivere i contenitori industriali del presente. Ci dimentichiamo così, forse di proposito, che chiamiamo ‘cloud’ un capannone pieno di computer e di cavi e che senza la rete elettrica la ‘nuvola’ è pura astrazione. Non è casuale se Microsoft si è ritirata dall’accordo per utilizzare la capacità del data centre di Nscale a Loughton, alle porte di Londra, a causa dei ritardi nella connessione alla rete elettrica del complesso.

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