«Lavorare insieme» per preparare all’uso delle nuove tecnologie

Negli ultimi anni i processi di sviluppo delle nuove tecnologie hanno galoppato a tutta velocità, trainati dall’intelligenza artificiale. Un timore concreto, vista la rapidità degli aggiornamenti, è quello di non tenere il ritmo del progresso, perdendo così l’occasione di creare valore da questa opportunità. Per farlo, però, serve sviluppare nuove competenze, creare nuovi percorsi di studio e preparare talenti capaci di stare al passo in un mondo in continua evoluzione.

A Robotech, il primo tavolo di discussione con cinque esperti da tutta Italia si poneva proprio questa domanda. Come si possono preparare i giovani e i lavoratori alla complessità di questo momento storico e all’adozione delle nuove tecnologie? 

Una prima risposta l’ha data Luciano De Propriis, Head of Open Innovation in ELIS, consorzio romano che mette in relazione giovani, imprese e innovazione. «Noi pensiamo che la soluzione sia quella di farli lavorare insieme. Farli appassionare realmente e congiuntamente ai progetti e alle sfide proposte, in modo che ognuno possa aiutare con le proprie caratteristiche: giovani, startup, enti territoriali e aziende». 

Un processo basato sulla cooperazione e la comunicazione, che si avvale di un metodo già ampiamente testato: «Tutti questi soggetti possono lavorare con un sistema abbastanza particolare che normalmente noi in ELIS utilizziamo. Si tratta del metodo Lean startup, che in poco tempo riesce a prototipizzare le soluzioni, rivederle e poi portarle in attuazione. Ecco, questo è un modello che accresce le competenze di ognuno e rende le soluzioni più solide e scalabili», conclude De Propriis. 

Il Lean startup è un modello di gestione d’impresa elaborato nel 2008 che si focalizza sul ridurre i rischi di fallimento attraverso l’eliminazione degli sprechi e la validazione continua delle ipotesi di business. Parte dall’idea che qualsiasi nuova idea commerciale non sia un fatto accertato, bensì un insieme di assunzioni non verificate. Di conseguenza, anziché sviluppare un piano d’affari rigido a lungo termine e investire capitali senza certezze, la metodologia impone un approccio scientifico ed esperienziale, basato sullo sviluppo essenziale, l’apprendimento convalidato e un ciclo di feedback continuo.