«Partire dal software per controllare l’hardware»

Le parole di Stefano Giacomelli:

Audio ottimizzato con l’uso dell’IA per rimuovere i rumori di fondo senza alterare le parole dell’intervistato

Le continue innovazioni che attraversano l’industria, sia dal punto di vista tecnologico che energetico, costringono le imprese a rimanere sempre aggiornate e attente nella selezione di talenti. E per preparare le persone, serve capire quali tecnologie stanno rivoluzionando le aziende. Intelligenza artificiale, robotica, automazione, sistemi intelligenti: l’elenco è infinito. Ciò che non è chiaro, invece, è il punto di partenza. Il secondo tavolo di discussione di Robotech, animato da sette manager che quotidianamente si interfacciano al mondo dell’innovazione, si è posto proprio questa domanda. Quali sono le tecnologie che oggi possono garantire il lavoro e il futuro nelle nostre aziende?

Un quesito per nulla semplice, sul quale ha ragionato Stefano Giacomelli, Managing Director in Sinteco, azienda locale specializzata in soluzioni di automazione e robotica per l’industria.

«Certo è una domanda molto difficile a cui rispondere, ma sicuramente abbiamo notato una cosa negli ultimi anni: quel che è hardware deve essere assolutamente controllato con il software».

Non bastano, dunque, solo i macchinari all’avanguardia. È necessario che il tutto venga controllato da un sistema ben strutturato e già integrato nell’azienda. «In generale, il software è il driver più importante, declinato in tutto quello che si sente oggi, come principalmente l’intelligenza artificiale. Quest’ultima, con la giusta moderazione e sicuramente affiancata a un’intelligenza analogica, è la cosa più importante che può essere utilizzata all’interno delle nostre aziende».

L’essere umano resta quindi la risorsa fondamentale, ma dev’essere pronta ad affrontare questo cambiamento: «Certo, c’è tanta formazione che dobbiamo ancora mettere in campo, perché arriviamo da preparazioni classiche. Sicuramente abbiamo un sistema industriale che deve ancora percepire la maggior parte delle tecnologie abilitanti, IA in primis. Un ultimo scoglio, di cui abbiamo parlato anche nel tavolo di discussione, è la paura istintiva di quello che è il nuovo».