Rapporto uomo-macchina: l’esperienza di Proteso

Le parole di Tommaso Poliero:

Audio ottimizzato con l’uso dell’IA per rimuovere i rumori di fondo senza alterare le parole dell’intervistato

Mentre la tecnologia sta cambiando il modo in cui produciamo, serve chiarire come si evolverà il rapporto tra questa e l’uomo. Intelligenza artificiale e robot autonomi hanno già dimostrato di poter ampliare a dismisura le capacità umane, senza necessariamente sostituirsi alle persone. Ed è proprio questa la strada da intraprendere, quella della collaborazione tra i due mondi.

Se ne è parlato nel terzo tavolo di discussione di Robotech, grazie all’intervento di sei esperti del settore che hanno sviluppato macchinari per aiutare l’uomo nel suo quotidiano. I tanti temi trattati seguivano un filo conduttore: come cambierà il rapporto tra macchine e persone?

Un’importante testimonianza arriva da Tommaso Poliero, cofondatore di Proteso, azienda che lavora con l’obiettivo di rendere la robotica indossabile una soluzione accessibile ed efficace per le attività della vita di tutti i giorni. «Per noi è fondamentale che l’uomo rimanga al centro della logistica e dei processi, per continuare a sfruttare la sua destrezza, la sua versatilità e la sua capacità di muoversi in situazioni ignote».

Il macchinario deve quindi sempre essere di supporto all’utente. Un chiaro esempio è Movi, l’esoscheletro sviluppato da Proteso che aiuta chi fa movimentazione manuale dei carichi tutti i giorni. «Il nostro obiettivo è usare la robotica non per sostituire l’uomo, ma per farlo stare meglio, per alleggerirgli il carico di lavoro. Facciamo sempre l’esempio che ci piacerebbe che chi fa questo tipo di mestiere torni a casa non col mal di schiena, ma magari un po’ più sereno».   

Un sistema che supporta attivamente il lavoratore, riducendo di gran lunga anche il rischio di infortunio: «Abbiamo sviluppato questo esoscheletro. È un robot indossabile, proprio come uno zainetto. Ha dei motori e dei sensori che leggono in tempo reale il movimento che fa l’operatore. Questo viene mappato in funzione del rischio e così offre assistenza. Il nostro obiettivo è cercare di affiancare il lavoratore e fornirgli maggior supporto fisico».