L’Unione europea si attiva per ridurre l’impatto delle crisi geopolitiche dovute alle guerre e alla chiusura dello stretto di Hormuz. Ne scrive La Stampa con un articolo del corrispondente da Bruxelles Marco Bresolin, che ha avuto accesso alla documentazione in anteprima.

Ecco alcuni stralci dell’articolo

Prezzi calmierati, voucher e taglio delle accise per ridurre la bolletta dell’elettricità alle famiglie più vulnerabili. Sostegno pubblico ai settori economici più colpiti dalla crisi per coprire gli extra-costi energetici. Incentivi per ridurre il consumo di gas e carburante e per favorire il passaggio a sistemi che usano fonti più pulite. E investimenti per raggiungere un nuovo target di elettrificazione che verrà stabilito a livello Ue. Sono alcuni dei punti-chiave del piano ‘AccelerateEU’ che verrà presentato mercoledì 22 aprile dalla Commissione. Come previsto, nel piano non c’è traccia della tassa europea sugli extra-profitti delle compagnie energetiche e nemmeno di una deroga alle regole di bilancio del Patto di Stabilità: per sostenere le spese e gli investimenti, gli Stati sono invitati a dirottare sull’energia le risorse del Pnrr e dei fondi di Coesione non utilizzati. Secondo le stime di Bruxelles, per favorire la transizione energetica servono «660 miliardi di investimenti annui da qui al 2030» per questo bisognerà «mobilitare i fondi pubblici per catalizzare gli investimenti privati su larga scala». Sin qui, il conto energetico della Guerra nel Golfo per l’Ue è di 22 miliardi, ma il documento sottolinea che «gli Stati che hanno raggiunto una quota elevata di rinnovabili ed energia nucleare, in genere hanno prezzi dell’elettricità sotto la media».

Sono cinque le linee d’azione, ricorda Bresolin:

Tre avranno effetti immediati con un maggiore coordinamento tra gli Stati nella gestione delle riserve, sostegno alle imprese e ai cittadini in difficoltà, riduzione dei consumi; due sono programmate invece per ottenere benefici a lungo termine e riguardano la trasformazione del sistema energetico favorendo l’elettrificazione e potenziare gli investimenti nella transizione. La Commissione chiede agli Stati di agire insieme come fatto nel 2022, quando l’azione congiunta aveva permesso di ridurre del 18% la domanda di gas (tra l’agosto del ’22 e il marzo del ’23). Le aree in cui muoversi in modo coordinato sono: il riempimento degli stoccaggi di metano, il rilascio delle riserve petrolifere, l’adozione delle misure nazionali d’emergenza e la disponibilità di diesel e cherosene, visto che l’Ue importa il 40% del carburante per gli aerei e la metà passa dallo Stretto di Hormuz. L’Ue farà una mappatura delle capacità di raffinazione e delle necessità di prodotti petroliferi.