A Gosaldo Varotto e Melchiorre discutono di paesaggio, cura e futuro delle Terre Alte. Venerdì 31 luglio ore 18 sala Croda Granda.
Un confronto sull’abitare in montagna con il geografo Mauro Varotto e lo scrittore Matteo Melchiorre arricchisce il dibattito sulla montagna che negli ultimi tempi ha trovato nuova linfa, soprattutto nel Bellunese. Complici le Olimpiadi, i cambiamenti climatici e il fenomeno dello spopolamento gli attori, istituzionali e no, sono tornati ad interrogarsi sulle opportunità di un presente sospeso tra innovazione necessarie a interpretare la contemporaneità e nostalgie che rischiano di ingessare le terre alte nel passato. Stimolato anche dai rapporti dell’Uncem e da un saggio in grado di rompere tabu consolidati, il confronto sulla montagna è stato ripreso dall’Ordine degli Architetti con un convegno sull’abitare nell’Arco Alpino; ha assunto, da Belluno, una dimensione nazionale con Future4Mountains, i due incontri di maggio e luglio realizzati da Will Media che hanno coinvolto centinaia di giovani; ha aperto discussioni accademiche, numerosi incontri pubblici e alimentato una rigogliosa pubblicistica sui media locali.
Ora il dibattito si estende nel cuore delle terre alte per l’iniziativa di un privato a Gosaldo. Haus Gobbis, casa vacanze che fiorisce in uno dei comuni col più alto tasso di spopolamento della provincia, ha deciso di interrogarsi sul paesaggio. Insieme agli Amici della Biblioteca di Gosaldo, alla Pro Loco e con il patrocinio del Comune, il 31 luglio organizza l’incontro Dal paesaggio dell’abbandono al paesaggio della cura, un invito a riflettere su cosa significhi oggi abitare la montagna, prendersene cura e costruirne il futuro.

A dialogare saranno Mauro Varotto, geografo dell’Università di Padova e tra i maggiori studiosi italiani delle Terre Alte, e Matteo Melchiorre, storico e scrittore, autore di opere dedicate al rapporto tra paesaggio, memoria e comunità.
L’iniziativa nasce dalla volontà di promuovere una riflessione sul futuro delle Terre Alte, affrontando il tema dell’abitare la montagna non solo come condizione geografica, ma come scelta culturale, sociale e politica. L’incontro intende offrire un’occasione di confronto sulle prospettive di valorizzazione e cura dei territori montani e prende le mosse dalla storia di Haus Gobbis. La vicenda di una struttura ricettiva in un posto ‘difficile’ che traguarda la dimensione personale nel rapporto con i luoghi e il modo di immaginare il futuro in questi luoghi.
«Non esiste un modo semplice di raccontare la montagna», afferma Laura Gobbis, promotrice dell’iniziativa. «Per chi in montagna ci vive da sempre, farlo risulta forse ancora più difficile. Tutto è normale, tutto è quotidiano e per questo diventa complicato trovare quella distanza necessaria per leggere davvero ciò che accade».
La giusta distanza sarà offerta da chi ha fatto della geografia materia di studio o racconto e dal confronto con chi la abita tutto l’anno o per qualche giorno di vacanza.
L’appuntamento è fissato per venerdì 31 luglio, alle ore 18, nella Sala Croda Granda (ex scuole medie) di Gosaldo.